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Tutto ciò che occorre sapere sul Disturbo dello spettro Autistico

Sintomi, diagnosi, legge a tutela e metodo didattico da proporre.


Tanti miti e tanta disinformazione richiedono un approfondimento necessario sulla tematica.
L’Asd, autism spectrum disorders, è tra i disturbi del neurosviluppo e coinvolge le capacità comunicative, le interazioni ed attività sociali, le autonomie e gli interessi che risultano essere limitati e stereotipati.

Cos’è un disturbo del neurosviluppo?

E’ una categoria di deficit, caratterizzato dall’alterazione del regolare sviluppo neurologico, che conduce ad un anomalo andamento personale, sociale, scolastico o lavorativo.

Si manifesta nelle prime fasi dello sviluppo del bambino e le limitazioni variano, dall'apprendimento fino alla compromissione globale delle abilità sociali ed intellettive.


Cos’è l’autismo?

L’autismo è un disturbo del neurosviluppo, geneticamente determinato e caratterizzato dalla compromissione dell’interazione socio-comunicativa. Questo provoca esiguità d'interessi, comportamenti compulsivi e stereotipie.

A causa della variabilità nelle modalità, con cui si presenta e si manifesta, è opportuno definirlo come disturbo dello “spettro autismo”.

Per tali ragioni, i bambini autistici non sono tutti uguali ed i comportamenti devono essere valutati da figure professionali cliniche esperte.



Alcuni segnali per una diagnosi precoce?

1. La mancata risposta o reazione al nome: il bambino quando viene chiamato non si volta. Alcuni genitori confondono l’evento attribuendolo ad un deficit uditivo.

2. Assenza o scarso aggancio visivo. La relazione, che avviene attraverso lo sguardo, viene negata o limitata a pochi momenti.

3. Disregolazione delle emozioni. Dinanzi ad un “no”, avvertono frustrazione o difficilmente si lasciano coinvolgere in attività gioiose se non quelle fisiche.

4. Difficoltà nella comunicazione.

5. Ossessione per la disposizione di oggetti in fila o in scala.

6. Resistenza ai cambiamenti.

7. Sfarfallio.

8. Riproduzione di frasi peculiari, ripetitive ed ecolaliche.

9. Provare interesse nel correre sempre in circolo.

10. Camminare sulla punta dei piedi.

11. Difficoltà ad esternare i propri sentimenti e a comprendere i sentimenti altrui (Teoria della Mente).

12. Mostrare una diversa sensibilità agli stimoli ambientali (una ipo o iper sensibilità ai rumori e agli stimoli sensitivi tattili o gustativi).

13. Deficit dell'immaginazione e nel gioco simbolico.

14. Esegue movimenti fisici ripetitivi (dondolio della testa o del busto).

15. Presenza di interessi assorbenti e ristretti, che risultano particolarmente anormali per intensità e focus che il bambino gli riserva, come l’utilizzo costante di un unico giocattolo ed essere attratti dalle cose che ruotano.


Quale test si utilizza per una diagnosi di autismo?

Il test più utilizzato è l’Ados (Autism diagnostic observation schedule) ma per la diagnosi completa e congrua occorre sempre rivolgersi ad un professionista, medico, competente.


A che età si può diagnosticare l’autismo?

Il trattamento precoce è fondamentale. Già dai 18 ai 24 mesi possono maturare sospetti, poi certamente diagnosticati ai 3 anni.


In cosa consiste il trattamento precoce?

Sono tecniche di tipo comportamentale, intensive ed efficaci, che prevedono almeno 20 ore di sedute di terapia specializzata.

È essenziale la condivisione ed il coinvolgimento di tutto il nucleo famigliare e scolastico.


Quali sono le frasi più pericolose sull’autismo?

· Mio figlio prima era normale, poi a scuola è diventato autistico.

· È autistico da quando i genitori si sono separati.

· Non sa fare la mamma ed il figlio è diventato così

· La mamma non lo coccola ed il figlio è freddo come lei.

· Gli è mancato l’affetto del padre, che è sempre fuori per lavoro.

· È contagioso.

· È tutta colpa del vaccino.

· Per colpa della maestra è diventato autistico.

· Lui non è così. Imita il fratello più piccolo

· È tutta colpa delle radiazioni 5g e delle scie chimiche.

· Mia cugina era autistica ma ora è guarita.

· Mio figlio non ha bisogno del sostegno. Il sostegno dovrebbero darlo alla maestra che non ha voglia di lavorare.

· Mia suocera dice che mio marito era così da piccolo e poi gli è passato.

· È tutta colpa della DAD. Troppe ore al computer.

· Se mi date un libro, lo faccio studiare a casa.


Ci sono Leggi di tutela sull’autismo?

La Legge n. 134 del 18.08.2015, Disposizioni in materia di diagnosi, cura e abilitazione delle persone con disturbi dello spettro autistico e di assistenza alle famiglie, «prevede interventi finalizzati a garantire la tutela della salute, il miglioramento delle condizioni di vita e l'inserimento nella vita sociale delle persone con disturbi dello spettro autistico».

Si consiglia anche lo studio Messaggio n. 5544 del 23.06.2014 direzione generale Inps, “Autismo: linee guida medico-legali”.


Metodo didattico da proporre?

I genitori possono aiutare il bambino con autismo perché hanno un ruolo importantissimo nell’osservazione e durante il trattamento.

Attenti ai comportamenti dei propri figli, se notano comportamenti anomali, devono rivolgersi immediatamente al proprio pediatra ed esporre le perplessità riscontrate.

Dopo la diagnosi certificata devono essere partecipi e direttamente coinvolti nella terapia dei bambini, concordata dall’equipe specialistica.

Un metodo didattico da proporre, durante le ore scolastiche ed extrascolastiche, è il Metodo Elementare, il quale esplica i più validi principi della pedagogia tradizionale, in armonia con gli orientamenti socio-psico-pedagogici e filosofici più attuali e gli indirizzi normativi recenti, con risultati ottimali sul versante della formazione e nella prospettiva dell’educazione permanente.

Il Metodo Elementare avanza una proposta metodologica valida, pienamente rispondente alle esigenze dei bambini che dalla Scuola dell’Infanzia si avviano verso la Scuola Primaria, in una visione educativa globale, plurietnica e multiculturale in continua e rapida trasformazione.

Il Metodo Elementare offre agli insegnanti e ai genitori valide strategie didattiche e ai bambini buone pratiche, sensibilizzando e coinvolgendo, direttamente o indirettamente, coloro che, con diverse responsabilità, a livello locale, nazionale e internazionale, si interessano della Scuola dell’Infanzia e della Scuola Primaria.

L’obiettivo consiste nella promozione di una maggiore consapevolezza educativa, rispettosa della formazione integrale e originale del bambino, risorsa preziosa sulla quale investire per il progresso autentico dell’umanità.


M.Lorusso




 
 
 

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